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Scarico Condense

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L’ente di controllo ha contestato lo scarico condense come da foto. Nel caso specifico è praticamente impossibile eseguire l’impianto dello scarico delle condense direttamente in fogna. Cosa prevede esattamente la normativa?

RISPOSTA: Come si vede nella foto, il tubo dello scarico delle condense è appoggiato ad una piletta in modo volante e senza nessun accorgimento. La UNI 7129 2015 parte 4 esplicita che “il sistema di scarico delle condense può essere collegato ad un impianto di smaltimento reflui domestici. In tal caso, deve essere utilizzato un opportuno sifone o dispositivo equivalente atto a prevenire il ritorno di esalazioni dalla rete fognaria.

Più avanti la norma afferma anche quanto segue: “In tutti i casi in cui lo scarico delle condense non avviene nel sistema di scarico delle acque reflue, è necessario installare un neutralizzatore di condense che garantisca il rispetto dei parametri previsti dalla legislazione vigente.”

MA DOVE E’ POSSIBILE SMALTIRE L’ACQUA DI CONDENSA

Lo scarico della condensa delle caldaie  per le caldaie con potenza inf. 35 kW è  trattato dalla norma UNI 7129-5: 2015.
La norma fornisce le specifiche tecniche tecniche e precisa anche che lo scarico delle condense avvenga nel rispetto della legislazione vigente in materia.
A tal proposito, agli operatori del settore sono sorti molti dubbi circa la compatibilità della norma con il D.Lgs 152/2006 (Testo Unico Ambientale) che regolamenta, invece gli aspetti ambientali.
Sono state quindi rivolte al Ministero dell’Ambiente alcuni domande sull’argomento e lo stesso ministero ha fornito delle risposte chiarendo alcuni aspetti. Eccole di seguito:
Quesito n. 1
E’ possibile affermare che la condensa proveniente da impianti domestici e similari possa essere scaricata insieme alle acque meteoriche (es.: in pluviali, canali di gronda, etc,), previa neutralizzazione e previo accertamento dell’idoneità dei materiali utilizzati?
Quesito n. 2
In riferimento alla domanda 1, e qualora la risposta fosse affermativa, è sempre necessario ricorrere alla neutralizzazione o questa può essere evitata in caso di miscelazione con i reflui basici prima dell’immissione nel collettore fognario o dello scarico in acque superficiali?
Risposte a entrambi i quesiti
Le condense provenienti da caldaie si assimilano ad acque reflue domestiche; tali condense possono essere mescolate alle acque meteoriche (l’insieme costituisce uno scarico di acque reflue urbane), talvolta anche senza neutralizzazione. La semplificazione notevole è dovuta al fatto che si ritiene che la condensa non aggiunga criticità ulteriori ai reflui, salvo il medio grado di acidità facilmente compensabile.
I casi sono due:
1. se la rete fognaria è di tipo unitario (cosa che avviene quasi dappertutto in Italia) la neutralizzazione è necessaria solo se il materiale di cui è costituita la canalizzazione (o pluviale) in cui arriva la condensa sia a rischio di corrosione;

2. se la rete fognaria è del tipo “separato” non è ammesso lo scarico della condensa nelle acque meteoriche.

Pertanto, in caso di reti fognarie unitarie e di pluviali di materiale idoneo allo scarico della condensa, si potrebbe addirittura scaricare direttamente la condensa nel pluviale, senza neutralizzazione.
Quesito n. 3
E’ possibile, inoltre, scaricare la condensa in pozzetti interrati circondati da materiali neutralizzanti?
Risposta
Su questo tema, la risposta è stata in linea con quanto previsto dal D. Lgs. 152/06 in tema di scarico nel suolo (vietato, in generale, ma consentito nel caso di insediamenti, installazioni o edifici isolati, purché in linea con le disposizioni regionali).
L’assimilazione dello scarico in pozzetto neutralizzatore per condense allo scarico dei reflui domestici sul suolo per edifici non serviti da reti fognarie offre un’ulteriore soluzione.
Quesito n.4
E’ corretto affermare che i requisiti previsti dal D. Lgs. 152/06 in tema di disciplina degli scarichi (artt. 101 e seguenti) devono essere verificati nel punto di immissione in corpi idrici superficiali e/o in reti fognarie (e non nel singolo impianto di smaltimento dei reflui domestici dell’edificio)?
Risposta
La risposta i chiarisce che l’eventuale campionamento viene fatto immediatamente a monte dell’immissione dello scarico nel recapito (fognatura, acque superficiali, suolo, sottosuolo).
Questo significa che, normalmente, i valori previsti dal D. Lgs. 152/06 non vengono misurati all’uscita del singolo impianto domestico (non soggetto a controlli o ad autorizzazioni) ma all’uscita del collettore prima del corpo recettore.
Questa risposta è utile per inibire interpretazioni troppo rigide sulla necessità di neutralizzazione della condensa o del su convogliamento nello scarico dei reflui basici.
La risposta chiarisce che l’eventuale campionamento viene fatto immediatamente a monte dell’immissione dello scarico nel recapito (fognatura, acque superficiali, suolo, sottosuolo). Questo significa che, normalmente, i valori previsti dal D. Lgs. 152/06 non vengono misurati all’uscita del singolo impianto domestico (non soggetto a controlli o ad autorizzazioni) ma all’uscita del collettore prima del corpo recettore.
Questa risposta è utile per inibire interpretazioni troppo rigide sulla necessità di neutralizzazione della condensa o del suo convogliamento nello scarico dei reflui basici.

Quindi le risposte fornite dal Ministero semplificano l’attività delle imprese di installazione, consentono nuove modalità di scarico delle condense e hanno chiarito anche alcuni aspetti poco comprensibili della parte quinta della norma UNI-CIG 7129:2015.

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